La Turchia che non ti aspetti

Esperienza mistica questa in Turchia: sapori speziati, luoghi lussureggianti e soprattutto, calore umano. Sì, le persone qui sono accoglienti, servizievoli, gentilissimi. Amano i turisti, in particolare gli Italiani. Forse perché anche loro si sentono legati alla nostra cultura, un legame che affonda le radici nel passato e che risulta ancora indissoluto.

Questo viaggio ha avuto la capacità di cambiare la prospettiva con cui guardavamo la Turchia prima della partenza. L`ansia per la situazione politica ci ha accompagnati dal giorno in cui abbiamo scelto di partire, fin sull`aereo lungo la rotta Roma-Istanbul. È per questo che la visita ad Istanbul e la permanenza qui ad Alessandretta sono risultate sorprendenti: non c`è alcuna aria di conflitto, nessuna tensione tra le strade, solo gente che sorride e che sembra quasi affascinata dai faccioni di sette italiani che girano per le strade accompagnati dalla chitarra.

Per cui la parola che affiancherei a questa esperienza è SORPRENDENTE, dall`ostello di Istanbul, all`hotel di Alessandretta. Il progetto sin da subito è risultato entusiasmante. Sulle note di magnifiche canzoni abbiamo iniziato a creare una rete di relazioni, scoprendo enormi somiglianze con i ragazzi turchi e rumeni. Ognuno di noi ha ritrovato “un`anima gemella” nel proprio compagno di stanza, come se le coppie fossero fatte apposta per farci trovare una sorella o un fratello, che pur avendo una cultura diversa è simile a te in ogni aspetto della convivenza e dell`amicizia.

Ogni attività, ogni missione contribuisce a rafforzare questa rete e ad arricchire le proprie conoscenze sui paesi partecipanti al progetto. Questo è ERASMUS PLUS, essere al terzo giorno del progetto e sapere già che piangerai quando sarà finito. Un difetto però c`è: l`erasmus è come uno stupefacente, quando inizi non puoi più smettere di partire.

Federica Pollicino

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